Modella il tuo seno con la Mastoplastica Additiva

La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico che, attraverso un aumento di volume delle mammelle, migliora la forma e la dimensione di esse. Ristabilisce inoltre un’armonia della silhouette femminile ricreando la giusta proporzione tra il seno e il resto del corpo. Applicando le protesi inoltre, i capezzoli vengono “spinti” verso l’alto dando una giusta posizione ad essi.
Tale intervento può riguardare entrambe o soltanto una mammella.
Nei casi in cui le mammelle fossero molto discese (pendule) viene associato l’intervento di mastopessi.

Secondo i dati diffusi dall’ASAPS (American Society of Plastic and Aesthetic Surgery), la mastoplastica additiva risulta essere, insieme alla liposuzione, l’intervento più effettuato a livello mondiale in termini di numero di pazienti.

Dettagli sull’intervento

In genere le pazienti che si avvicinano alla mastoplastica additiva per fini estetici non accettano totalmente il loro seno e lo vivono spesso come un disagio.

Si può ricorrere all’intervento di mastoplastica additiva per una o più delle seguenti indicazioni:

  • IPOPLASIA (mammelle di piccole dimensioni);
  • AMASTIA (mancanza congenita di una o entrambi le mammelle);
  • IPOTROFIA SECONDARIA (le mammelle appaiono svuotate in seguito ad allattamento o forte dimagrimento);
  • ASIMMETRIA (differenza di forma e/o volume tra le due mammelle);
  • MAMMELLA TUBEROSA (mammella con incompleto sviluppo della ghiandola mammaria principalmente nella regione inferiore che comporta una caratteristica forma tubulare);
  • RICOSTRUZIONE MAMMARIA (da asportazione di neoplasia);
  • SINDROME DI POLAND (anomalie dei muscoli del torace con possibile mancanza di una o entrambe le mammelle).
Possono sottoporsi all’intervento di mastoplastica additiva a fini estetici tutte le pazienti con età superiore ai 18 anni. Tale intervento può essere effettuato prima della maggiore età solo in caso di malformazioni congenite delle mammelle (mammella tuberosa, sindrome di Poland ecc.).
Tutte le pazienti devono essere comunque in stato di buona salute prima dell’intervento.
La mastoplastica additiva è controindicata nelle pazienti che soffrano di malattie sistemiche e autoimmuni, in stato di gravidanza e allattamento, con alterazioni importanti della coagulazione (coagulopatie), connettiviti, ecc.
Visita specialistica
Di fondamentale importanza prima di un intervento di mastoplastica additiva è la visita specialistica. In tale occasione il dottor Leva procederà analizzando il seno della paziente e in particolar modo la forma, la dimensione, la posizione, eventuali asimmetrie, ecc. Verranno poi annotate determinate misurazioni prese a livello delle mammelle e del torace, necessarie per l’intervento stesso.
Si procederà quindi a visionare foto del pre e post-intervento di pazienti già sottoposte e infine verrà illustrato tutto ciò che concerne la preparazione all’intervento, l’operazione stessa e tutto quello che riguarda il periodo post-operatorio.
Verranno quindi mostrate delle protesi mammarie con le quali la paziente potrà verificare la morbidezza al tatto, la grandezza, la forma e la naturalezza di quest’ultime.
Al termine della visita verranno rilasciate le note informative, ovvero un piccolo fascicolo contenente tutto quanto illustrato durante la visita.

Esami medici pre-operatori
Come in ogni intervento chirurgico il paziente dovrà effettuare specifici esami del sangue, delle urine e un elettrocardiogramma, al fine di accertarsi dello stato di buona salute.
Ove necessario possono essere richiesti altri esami specifici, per eventuali patologie preesistenti del paziente.

Precauzioni da attuare prima dell’intervento di mastoplastica additiva
Nei pazienti con problematiche di salute, l’intervento viene rimandato sino a guarigione completa o quando la malattia possa essere tenuta sotto controllo.
Ai forti fumatori viene consigliato di interrompere il fumo per almeno 2-4 settimane prima, e 2-4 settimane dopo l’intervento. Ciò è fondamentale per ridurre al massimo il rischio di un eccessivo sanguinamento, così come per non rischiare di peggiorare la cicatrizzazione.
Nel caso di terapie farmacologiche in atto, quest’ultime devono essere riferite al dott. Leva, soprattutto per trattamenti con cortisonici, antiipertensivi, tranquillanti, ecc.
Devono essere segnalate probabili allergie o pregresse reazioni a determinati farmaci o medicamenti.
È necessario evitare per almeno 2 settimane prima dell’intervento l’assunzione di sostanze contenenti acido acetil-salicilico o simili (es. aspirina).
Se il giorno dell’operazione sono presenti mestruazioni ciò non implica una controindicazione all’atto chirurgico, ma può dare un sanguinamento prolungato e una maggiore dolorabilità nel post-intervento per la paziente.

Un medico anestesista affiancherà il dott. Leva durante tutto l’intervento, e sino alla dimissione della paziente. L’anestesia effettuata è di tipo generale.
I farmaci utilizzati per l’anestesia permetteranno un rapido risveglio dopo l’intervento e una ripresa della paziente veloce, nell’arco di un paio d’ore.
Gli antidolorifici somministrati avranno effetto prolungato in modo che dopo la dimissione, che avviene in giornata stessa, la paziente non avvertirà particolari dolori.
Esistono in commercio numerosi tipi di protesi, differenti sia per forma, che per composizione (anatomiche o rotonde, a superficie liscia o testurizzata, con gel di silicone, idrogel, in poliuretano o con soluzione fisiologica).
Il dott. Leva utilizza protesi di ultimissima generazione della Allergan™ con superficie testurizzata (che permette una migliore adesione dei tessuti mammari), composta da gel (naturale al tatto) e che presentato “una memoria”(in caso di rottura in gel rimane all’interno dell’involucro senza espandersi negli altri tessuti).
Le protesi impiantate non sono correlate ad alcuna problematica di salute della paziente stessa.
In passato si era sospettata la correlazione tra protesi impiantate e malattie neoplastiche ed autoimmuni, e la possibilità di mascherare l’eventuale presenza di tumori in corso di mammografia.
Studi scientifici, effettuati su un ampio numero di pazienti portatrici di protesi, ha potuto dimostrare che non vi è alcuna correlazione tra impianto della protesi e sviluppo di malattie.
Durante l’esame mammografico inoltre, il radiologo saprà riconoscere la protesim che in tal modo non nasconderà l’eventuale presenza di neoplasie.
Ad oggi si stima che nel mondo più di tre milioni di donne sono portatrici di protesi al seno in gel di silicone.
Dopo aver effettuato preliminari disegni preoperatori il dott. Leva procederà ad iniettare anestetici locali in tutte le zone interessate dall’intervento. Inciderà quindi la cute nel punto ove verrà successivamente introdotta la protesi.

Esistono tre tipi di vie d’accesso e conseguentemente tre zone diverse in cui effettuare l’incisione a livello della pelle:

  • nel solco sottomammario;
  • nel cavo ascellare;
  • nell’areola.

L’incisione a livello del solco sottomammario è in genere di dimensioni non ridotte, di circa 5-6 centimetri: può essere evidente anche indossando un costume o un reggiseno, e nei casi di cattiva cicatrizzazione può dare evidenti cheloidi o cicatrici ipertrofiche.
L’incisione a livello ascellare ha il vantaggio di non essere visibile esternamente, ma la relativa tecnica può dare rischio di risalita verso l’alto e alterazione della forma della protesi con determinati movimenti del braccio e della spalla verso l’alto.
Il dott. Leva predilige l’incisione a livello dell’areola in quanto sarà di ridotte dimensioni (pochi centimetri) e non visibile sotto un reggiseno. Inoltre il colore rosso scuro dell’areola confonde meglio la cicatrice.

Dopo aver inciso la pelle si procederà alla creazione di una tasca ove verrà posizionata la protesi. Anche in questo caso esistono diverse tecniche quali:

  • impianto della protesi retro ghiandolare;
  • impianto della protesi sottomuscolare;
  • impianto della protesi sotto fasciale;
  • tecnica dual plane.

Il posizionamento retro-ghiandolare è una tecnica ormai in disuso, in quanto rende la protesi molto visibile dall’esterno. Spesso sono visibili i bordi e con essi la forma circolare della protesi stessa. Inoltre al tatto si percepisce la presenza di quest’ultima.
L’impianto sottomuscolare viene generalmente riservato alle pazienti molto magre o alle persone che praticano intensa attività sportiva (es. bodybuilder).
Il dott. Leva utilizza la tecnica dual-plane con inserimento della protesi su due piani: sotto il muscolo grande pettorale nella parte superiore e centrale ed inferiormente sotto ghiandolare. Questa tecnica è stata creata apportando i benefici delle due precedenti tecniche (sotto-ghiandolare e sottomuscolare), ma evitando le problematiche di quest’ultime.
In questo modo la protesi non sarà visibile o palpabile dall’esterno essendo coperta dal muscolo, avrà lungo la circonferenza una forma naturale e i bordi non saranno né visibili né palpabili. Il polo inferiore della protesi viene lasciato sottoghiandolare, in modo da dare una naturale rotondità e al tatto un’adeguata morbidezza.
Prima di inserire la protesi vengono applicati i drenaggi, che serviranno per far defluire l’eventuale raccolta di sangue eccessiva all’intervento.
Vengono inoltre inseriti dei “sizer”, protesi di prova che serviranno per decidere quali siano le protesi più adatte da impiantare (in termini di forma, volume e proiezione) definitivamente.
Rimosso il sizer viene inserita la protesi definitiva e vengono confrontate le mammelle nella nuova posizione, per evitare eventuali asimmetrie.

Al termine dell’operazione
Verrà applicata alla paziente una speciale fasciatura elasto-compressiva che avrà la funzione di mantenere in una determinata posizione le mammelle e di proteggerle. La paziente verrà quindi risvegliata e sarà cosciente nell’arco di un’ora o meno. Rimarrà quindi sotto osservazione del dott. Leva e dell’anestesista che lo affiancherà durante l’intervento. Normalmente la paziente viene dimessa nel pomeriggio stesso, circa 2-3 ore dopo l’intervento e potrà tornare a casa camminando normalmente. Le precauzioni richieste saranno di assoluto riposo nelle prime 24-48 ore, e una ripresa della normale vita sociale moderata, ritorno al lavoro nell’arco di una settimana circa e ripresa dell’attività sportiva nell’arco di 3-4 settimane.

Successive medicazioni e controlli all’intervento
Il dott. Leva riceve la paziente generalmente dopo 4-7 giorni dall’intervento. In tale occasione vengono rimossi i drenaggi e viene lasciata la fasciatura elasto-compressiva. A distanza di tre settimane dall’operazione vengono rimossi i punti a livello dell’areola.
Successivi controlli verranno effettuati a 2, a 8 e a 12 mesi dall’intervento.

Tempi di ripresa
Nelle settimane e mesi successivi le mammelle appariranno gonfie, rigide e tumefatte, con una forma innaturale. Ciò sarà dovuto all’ematoma e all’edema post-operatorio.
Tale periodo varia da paziente a paziente, ma per definizione si ritiene che i primi reali risultati siano più o meno evidenti nell’arco di due mesi.
Il controllo a distanza di un anno sarà necessario per confrontare il risultato definitivo raggiunto con la situazione pre-intervento.

La sutura effettuata dal dott. Leva è di tipo puramente estetico denominata “intradermica”. Essa consiste nell’applicazione di punti di sutura all’interno della cute. Ciò è fondamentale in quanto la cicatrice che si viene a formare sarà lineare, senza alcun segno esterno dovuto all’entrata e uscita continua dei classici punti staccati.
La riuscita di una buona cicatrice dipenderà anche dell’impegno della paziente stessa a massaggiarla quotidianamente ed ad applicare uno specifico gel di silicone così come un protettivo solare. Tutto questo è necessario per fare in modo che la cicatrice sia sottile, lineare, non rilevata, morbida al tatto, simile di colore alla pelle circostante.
Nei casi in cui sia necessario aumentare di massimo una taglia e mezzo le mammelle e vi sia a disposizione tessuto adiposo, può essere effettuato il lipofilling. Con tale tecnica si preleva tessuto adiposo autologo (grasso) da un’altra parte del corpo per poi, previa preparazione, infiltrarlo direttamente nella mammella
Vedi le foto pre e post-intervento

Dove opero

L’intervento di addominoplastica viene effettuato dal Dott. Leva secondo tutti i requisiti richiesti. Viene quindi utilizzata un’apposita sala operatoria, con equipe specializzata e supporto di uno specialista in anestesiologia.

Le cliniche si trovano a San Bendetto del Tronto (AP) e a Milano. Per vedere gli indirizzi Vai ai contatti »

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Foto Mastoplastica Additiva: pre e post-intervento

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